| Sicilia |
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Ubicata al centro del Mediterraneo, la Sicilia è famosa oltre che
per la sua bellezza naturale, il vulcano Etna e le coste imponenti, per i suoi
tre arcipelaghi: le Isole Eolie, le Isole Egadi e le Isole Pelagie. La Sicilia gode di uno dei
climi più gradevoli in Europa ed ogni stagione, qui, ha la sua particolare
attrazione. La natura è sensazionale. Le
Isole Eolie Dopo
l’arrivo all’aeroporto di Catania, potete imbarcare a Milazzo e cominciare la
crociera nell’arcipelago delle Eolie. Milazzo è una bella ed antica città con
uno splendido castello Normanno. Una breve navigazione Vi porterà nell’Isola di
Vulcano, il laboratorio mitologico del dio del fuoco e degli artigiani.
L’attività vulcanica nell’isola è responsabile dei bagni di fango, delle fumarole
e della fantastica formazione rocciosa dentro e fuori dall’acqua del mare.
La principale attrazione
di Filicudi è sicuramente la sua natura incontaminata. Esplorate le rovine del
villaggio preistorico sul promontorio di Capo Graziano promontory o le grotte
di basalto situate nella costa occidentale all’ombra del vulcano. L’isola più a nord,
Stromboli, ha incredibilmente mantenuto attivo il suo vulcano. Per vedere le
eruzioni il momento migliore è sicuramente la notte. Stromboli è famosa anche
per le sue acque profonde che ben si prestano all’esplorazione da parte di sub
esperti. Vicino a Salina si trova
Panarea, la più piccola e forse la più “in” delle Isole Eolie. L'abitato è
raccolto attorno allo scalo di San Pietro, unico attracco dell'isola, sulla
costa orientale. Nonostante le sue piccole dimensioni, Panarea è forse la più
famosa delle Isole Eolie e sta diventando, negli ultimi anni, meta del turismo
giovane e d'elite. Non mancano locali notturni più o meno esclusivi, ottimi
ristoranti, discoteche e pianobar dove trascorrere le notti a coronamento di
una giornata trascorsa sulle esclusive spiaggette degli isolotti nella baia di
Calajunco. Raccomandiamo una visita al villaggio dell'età del bronzo, a pochi
metri dal mare, i cui reperti sono conservati nel Museo di Lipari, situato sul
promontorio di Punta Milazzese, a forma di falce che chiude ed abbraccia la
baia di Calajunco.
Prima di rientrare a Milazzo,
fermatevi per l’ultima immersione, se siete divers, al largo di Salina, Lipari
o Vulcano.
La loro storia, come per tutta questa parte della costa, è fatta di sbarchi e di dominazioni. Dopo le tracce paleolitiche, sono stati i Fenici a farne base dei loro traffici. I Romani le occuparono per lungo tempo, poi le tracce delle terribili invasioni dei Saraceni, presto sostituiti dai Normanni, con la perenne minaccia dei corsari turchi. In ultimo gli Spagnoli, presto sostituiti dai Borboni, dettero alle isole quell'impronta che ancora rimane indelebile, sia nell'architettura che negli abitanti. La più vicina alla Sicilia continentale è Favignana, anche la più popolata e la più grande dell'arcipelago. Percorsa da Nord a Sud da una dorsale collinosa, chiamata Montagna Grossa, ha due approdi; la Cala Principale è il porto di Favignana. Il periodo della spattacolare pesca del tonno va da aprile a giugno. Arrivando in porto, si nota subito il Palazzo Florio, costruito in stile liberty dalla famiglia di imprenditori palermitani che, nella seconda metà dell'Ottocento, acquistò tutto l'arcipelago, con i relativi diritti di pesca. Fu quella l'epoca del maggior potenziamento della tonnara, forse l'unica rimasta stabimente in funzione in Sicilia. La tonnara nel '600, durante la dominazione spagnola, era una delle più importanti del Mediterraneo sia per la qualità del pescato che per quella del prodotto finito largamentre esportato. Subito fuori dall'abitato il paesaggio è formato da pascoli e campi coltivati, separati da una fitta rete di muretti di pietra. Piccole case intonacate a calce, circondate da poca vegetazione, soprattutto fichi d'india e qualche palma, denotano una certa quantità di popolazione. Ma la vera curiosità e bellezza della zona sono le cave di tufo, famose per la pietra da costruzione che vi si estrae e che è detta appunto «Favignana». Ora sempre meno utilizzata per edificare, è la materia duttile di primordiali sculture. La roccia intagliata forma voragini profonde e vasche senza acqua. Pochi minuti di navigazione separano l'isola di Levanzo, sovrastata dal Pizzo Monaco che si protende nel mare con coste ripide. L'ormeggio è a Cala Dogana e la peculiarità dell'isola è la Grotta del Genovese. Una vera Mecca per gli appasionati di preistoria. Selci ed ossa dovunque, ma soprattutto incisioni e pitture risalenti al paleolitico, al neolitico, più di diecimila anni insomma, ben tenute e conservate. Costellate di animali, buoi, asini e cerbiatti, oltre a danzatori e piccole figure colorate in rosso e nero, furono scoperte nel '49, da una pittrice in cerca di ispirazione. È però difficile e faticoso arrivarci, anche a dorso di mulo, come viene prospettato dalla guida locale. Marettimo invece è tutta un'altra cosa; è sormontata dal Monte Falcone che, con i suoi quasi settecento metri, la rende estremamente diversa dalle altre. La sua distanza dai due porti d'imbarco, Trapani e Marsala, è la stessa; abbastanza vicina per essere raggiunta in poco tempo, abbastanza per renderla ancora una meta esclusiva. Un pezzo di dolomite gettato nelle acque cristalline del mare siciliano, una roccia che è solcata fino al mare dalle barranche, le impervie gole rocciose che si alternano ai torrioni di pietra. Il tutto condito con una serie di splendide grotte con stalattiti e dai colori insuperabili. La grotta del presepio, la Perciata, quella della Bombarda, dove è facile, immergendosi, notare una certa quantità di pesci tropicali. All'interno è indispensabile un'escursione sul monte, alla scoperta della vita ancora presente, passando per il sentiero che porta fino a ruderi delle case romane, dove sorge la cappella del XII secolo. Falchi pellegrini e conigli selvatici sono presenti in gran numero; a mare sono invece scomparse le foche monache, i cui ultimi esemplari furono uccisi a fucilate nella grotta del cammello. Una crociera in Sicilia nei nostri yachts e con i nostri equipaggi può essere anche “un’avventura culinaria” che fonda le sue radici nella storia. La cucina siciliana parla della sua complicata storia di invasioni e di occupazioni, come dei freschi sapori della terra e dell’abbondanza del mare. C’è il cuscus (couscous) di Trapani, una reminescenza araba, servito con pesce alla brace. La pasta con le sarde, con scciughe fresche, è la tradizione. La bottarga, uova di tonno salate, essiccate e pressate che vengono poi grattuggiate per essere servite come condimento alla pasta nei rinomatissimi spaghetti alla siracusana. Lo sfinciuni di San Vito, una focaccia farcita, merita sicuramente un assaggio così come la caponata, un piatto a base di melanzane, sedano e cipolle che vengono fritti separatamente e saltati poi in una saporita salsa di pomodoro, uvetta e pinoli, aceto ed un pizzico di zucchero. Il Farsumagru, carne arrotolata riempita di formaggio, salsa e uova sode, è il classico piatto di carne siciliano, mentre il piscispada alla ghiotta è un’esuberante preparazione a base di pesce spada. La cassata, un pan di spagna con ricotta, cioccolato, frutta candita e pistacchi è il dessert siciliano più amato; i cannoli di ricotta sono conosciuti in tutto il mondo. La Cubbaita, un torrone con miele, mandorle e semi di sesamo, parla di influenza araba. Alcuni dei migliori gelati italiani sono prodotti in Sicilia e pochi altri gusti possono essere comparati alla dolcezza dei frutti siciliani. La Sicilia produce inoltre una serie di grandi vini, molti dei quali dolci (Marsala, Malvasia delle Lipari e Moscato);. eccellenti anche i vini da tavola come l’Etna, l’Alcamo, il Corvo, il Faro e il più recente ma roamai famosissimo Nero d’Avola. Il miglior periodo per una crociera su yacht privato in Sicilia va da Aprile ad Ottobre anche se i mesi più caldi sono, come in tutto il Mediterraneo, Giugno, Luglio, Agosto e Settembre. |




